un po' di tutto

Ancora contro il Quirinale.


Berlusconi ancora contro il Quirinale: staff puntiglioso su leggi

Se un provvedimento non piace a Napolitano torna in Parlamento. E poi ci sono i veti incrociati di giudici e altre autorità

MILANO – Continuano le battute sul caso Ruby e sul ‘bunga bunga’ da parte del presidente del Consiglio. Davanti al pubblico della presentazione dell’iniziativa ‘Pdl al servizio degli italiani’ a Milano, Berlusconi ha risposto a distanza con una battuta, che ha strappato la scontata risata al pubblico presente, alle polemiche di questi giorni sul caso Ruby, che lo vede imputato di concussione e prostituzione minorile, e il cui processo inizierà il 6 aprile. «Siete simpatici, vi invito tutti al bunga bunga», ha detto Berlusconi. «Quattro salti, quattro battute, bere qualcosa, nulla di proibito – ha aggiunto – resterete delusi, ma siete avvisati». «I giornali? Sopravvivo benissimo perchè non li leggo», ha aggiunto.

ATTACCO AL QUIRINALE Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha sottolineato la necessità di una riforma istituzionale per modernizzare il Paese, ha spiegato l’iter di una legge e il ruolo dei vari poteri, compreso quello del capo dello Stato e del suo staff «che interviene puntigliosamente su tutto Berlusconi ha ricordato l’iter di una legge «quando decidiamo una legge – ha spiegato – avendo avuto l’ok dal presidente della Repubblica e dal suo staff che interviene puntigliosamente su tutto, la mandiamo in parlamento, entra nelle commissioni, viene discussa e cambiata, poi va nell’aula, poi nell’altra e ancora nelle commissioni, viene discussa, vi sono i veti dei giudici che dicono la loro anche quando non dovrebbero e autorità che intervengono quando non devono intervenire». «Poi – ha aggiunto – se per caso al capo dello Stato non piace, ritorna alla camera e al parlamento e se non piace ai pubblici ministeri di sinistra, ricorrono alla corte costituzionale che la abroga».

“IL 6 APRILE? COSA C’E'?” «Cosa c’è?»: così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se sia preoccupato per il 6 aprile, cioè il giorno in cui si terrà l’udienza sul caso Ruby. Alla successiva domanda, se andrà quel giorno in tribunale, «Io – ha risposto Berlusconi – sono l’uomo più processato d’Italia e per i processi ho avuto 2.952 udienze». «Quando mi dicono di farmi processare – aggiunge – io penso ‘perdonali perchè non sanno quello che diconò».

“NON HO IL TELEFONINO” «Dovete sapere che il presidente del consiglio non ha alcun tipo di telefonino, perchè è esposto a qualsiasi tipo di intercettazione». Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, parlando ad un incontro del Pdl per la presentazione dello sportello per gli Italiani a Palazzo Reale a Milano. «Tutti – ha aggiunto Berlusconi – sono ormai convinti che è una questione di libertà il fatto di non poter parlare liberamente al telefono. Per questo io sono tornato indietro e non uso più il telefonino».
LEGGE SU INTERCETTAZIONI «Le intercettazioni nei paesi civili non sono neanche valide come prove». Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ad un incontro all’Unione del Commercio con i rappresentanti di alcune categorie imprenditoriali. Secondo Berlusconi le intercettazioni sono anche formate da «computer che catturano parole e le mettono insieme, e poi ci sono gli imitatori». A suo avviso «non viviamo in un Paese libero in cui ciascuno può parlare liberamente al telefono senza essere ascoltato e vedendo poi quello che dice il giorno dopo sui giornali». Per questo «mandiamo avanti prestissimo in parlamento una legge che aveva trovato il no di Fini, ma ora abbiamo una maggioranza minore nei numeri ma più coesa».

“ANDRO’ AVANTI FINO IN FONDO” «Sono deciso ad andare avanti fino in fondo perchè non voglio avere il giudizio negativo del 100% degli italiani». Lo ha affermato Silvio Berlusconi all’Unione Commercianti di Milano, spiegando che «il 51% degli italiani mi stima, il resto non mi può vedere. Io vorrei tornare a fare il cittadino normale, ma non posso, perchè se lo facessi direbbero che sono un disertore, e non voglio avere il giudizio negativo del 100% degli italiani».

“IN PARLAMENTO LAVORANO 50-60 PERSONE” «In parlamento lavorano 50-60 persone, tutti gli altri stanno lì, fanno pettegolezzo e poi seguono ciò che dice il capogruppo». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando all’Unione del commercio a proposito della necessità di una riforma delle istituzioni. «C’è – ha spiegato – uno spreco di energie e di professionalità che è veramente incredibile». A proposito della necessità di una riforma delle istituzioni, Berlusconi ha ripercorso l’iter di una legge: «i padri costituenti hanno voluto un sistema che tenesse conto che c’erano stati vent’anni di fascismo. Ora una legge dopo che è stata approvata dal parlamento va al presidente della Repubblica, che insieme al suo staff può rimandarla al parlamento. Poi i pubblici ministeri di sinistra possono ricorrere alla Corte costituzionale che la boccia». Secondo Berlusconi «la riforma istituzionale è necessaria» e se non è ancora stata fatta è perchè «non siamo riusciti anche nella nostra maggioranza a trovare un accordo per risolvere questi problemi».

“MODIFICHEREMO ART. 41″ «Presto manderemo in parlamento le modifiche all’articolo 41 della Costituzione». Lo ha annunciato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi all’Uninone del Commercio di Milano. «Dopo tre mesi di dibattiti in parlamento – ha proseguito il capo del governo – avremo una legge valida, che farà sì che chi vuole realizzare un albergo lo potrà fare e poi avrà le verifiche da parte di un esponente della pubblica amministrazione per vedere se ha rispettato le leggi ambientali e urbanistiche».

CINQUE UDIENZE IN 11 GIORNI Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha proposto agli imprenditori lombardi, che oggi ha incontrato a Milano, un incontro con i ministri economici propedeutico agli Stati generali dell’economia e facendolo ha ironizzato sulle sue vicende giudiziarie. «Se accettate – ha sottolineato Berlusconi – io sono a disposizione. Ho portato l’agenda, anche se non è molto libera» con «cinque udienze in undici giorni». «Se vi dico – ha aggiunto – quanto ho speso in consulenti e avvocati credo sveniate, in lire più di 600 miliardi».

“PREMIER NON HA POTERE” Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che a Milano è intervenuto alla presentazione dello sportello «Al Servizio degli Italiani», ha ribadito che in Italia il presidente del consiglio non ha alcun potere. «I padri costituenti – ha spiegato – dopo 20 anni di fascismo hanno pensato di distribuire il potere tra Parlamento, Capo dello Stato e Corte Costituzionale privando di ogni potere il presidente del Consiglio».

“PDL AL 30%, FLI ALL’1,3%” «Il popolo della Libertà da quando è nato è il primo partito italiano»: Silvio Berlusconi lo ha sottolineato durante una conferenza stampa al Palazzo Reale di Milano. Il presidente del consiglio ha così confutato alcuni sondaggi apparsi sui «giornali di sinistra». «I nostri ci danno al 30,6%», ha sottolineato ammettendo che «con la diaspora di Fini abbiamo perso qualcosa». Non si tratta però tanto di chi è andato con Fini quanto alla crescita «dell’area degli indecisi». «Come prima forza politica – ha concluso – abbiamo la possibilità di elevare la percentuale invitando gli indecisi». «Ove il Terzo polo persistesse nella volontà di essere alleato con la sinistra i sondaggi ci danno un risultato del Terzo polo inferiore al 10% e Fli all’1,3%».

“GIUSTIZIA? RIFORMA NON SI FA PERCHE’ CI SONO IO” Berlusconi, intervenuto a Milano alla presentazione dello sportello ‘Al servizio degli Italiani’, ha ribadito la necessità di approvare la riforma della giustizia. «I tempi della giustizia – ha detto – sono troppo lunghi. Otto-dieci anni per la giustizia civile, e 14 o 16 per quella penale. È stata l’Europa a sollecitare una riforma, ma dato che io sembro essere il protagonista della storia dell’Universo, e avrei qualche beneficio, non si può fare». Berlusconi ha quindi ricordato di avere avuto «103 procedimenti, con oltre 50 andati a dibattimento».  «C’era un patto con la magistratura e con l’associazione dei magistrati per non fare la riforma della giustizia e ciò che a loro non andava bene». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spiegando che ora, dopo la diaspora di Fini, il governo potrà fare le cose che prima non era riuscito a fare.

“COL FEDERALISMO CI SARA’ MENO EVASIONE” Uno degli effetti del federalismo fiscale sarà «avere dichiarazioni dei redditi più congrue». Ne è convinto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi secondo il quale «se il contribuente sa che i controlli avvengono nell’ufficio dove abita, magari la sua dichiarazione sarà più rispondente al vero». Berlusconi ha citato un problema di evasione fiscale che per «il nostro Paese arriva a 120 miliardi di euro mentre in Francia sono solo 20 miliardi». Quanto invece alla riforma tributaria, il presidente del Consiglio ha parlato di creare un codice unico che abroghi tutte le leggi precedenti«.

“CAMPAGNA ELETTORALE SAREBBE DANNOSA” «La campagna elettorale la vedo lontano, alla scadenza naturale della legislatura perchè oggi sarebbe una cosa dannosa». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando a Milano alla presentazione del ‘Servizio agli italiani’. «Sarebbe una cosa dannosa – ha spiegato Berlusconi – affrontare una campagna elettorale in questa situazione, stretti tra una crisi finanziario-economica globale dalla quale stiamo uscendo ma non è ancora terminata e la situazione che si è creata in tutta la costa sud del mediterraneo».

“OPPOSIZIONE COMUNISTA” «Non è una opposizione socialdemocratica, abbiamo ancora i vecchi comunisti che non hanno cambiato in nulla». Lo ha affermato il presidente del consiglio Silvio berlusconi riferendosi all’opposizione in parlamento che a suo avviso è guidata da «Bersani, che sta lì ad aspettare e quando noi diciamo bianco, lui dice nero». Secondo il premier l’opposizione vuole «rimettere l’Ici sulla casa, raddoppiare le imposte su bot e cct mettere una nuova patrimoniale e tenere le frontiere non aperte, ma spalancate». Ultimo obiettivo dell’opposizione, a dire di Berlusconi «sono le intercettazioni a go go, e poi i loro amici pm si divertono».

PALAZZO BLINDATO
Grande schieramento di forze dell’ordine intorno alla sede dell’Unione commercianti nel centro di Milano, nel centralissimo corso Venezia, in attesa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che insieme ad altri esponenti del governo incontrerà le associazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e della piccola industria. Tutti gli ingressi del palazzo sono presidiati dalle forze dell’ordine, rendendo difficoltoso l’accesso ai dipendenti e agli imprenditori che si recano nella sede per i tradizionali servizi di consulenza. Il presidente del Consiglio, insieme agli altri ministri, parteciperà ad un convegno a porte chiuse, che la stampa seguirà a distanza in video conferenza. Salvo una breve eccezione per i fotocineoperatori, non sono previsti contatti diretti con l’informazione e, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio e gli altri ministri entreranno nel palazzo da un ingresso sul retro.

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